“Vorrei assaggiare tutto il menù”. Un sogno che si avvera.

Non so voi, ma quando vado al ristorante mi dipiace sempre un po’ dover scegliere solo due piatti e non poter assaggiare il resto del menù. Se non tutto, mi piacerebbe almeno gustare quattro o cinque ricette. Se sono con persone con cui sono in confidenza faccio la classica domanda “posso prendere un boccone?” ma nella maggior parte dei casi mi devo accontentare di quello che ho scelto.

Beh, alla Drogheria Milanese questo terribile supplizio ha finalmente fine.

Ho un po’ esagerato e, a meno che non abbiate tre stomaci come le mucche, in realtà potrete assaggiare cinque o sei pietanze. Mi sembra un grande guadagno.

Vengo al dunque: la Drogheria propone un menù davvero sfizioso, comprendente primi, carne, pesce e hamburger ma in mini porzioni. Crocchette di baccalà, tartare di fassona, uova sulla ghisa, calamari fritti, fiori di zucca ripieni. Tutto mignon.

Ambiente informale e accogliente, sia nella sede di Brera e in quella di Conca del Naviglio.

Vi consiglio di non ordinare tutto insieme perchè si rischia di non mangiare tutto caldo e di comprimere troppo i tempi.

Trovate tutti i dettagli qui http://www.drogheriamilanese.com/

Assaggi

Buon appetito!

Monferrato MON AMOUR: le mie tre proposte

Eccomi qui, dopo un po’ di latitanza, a proporvi tre posti indimenticabili dove mangiare, questa volta nella zona del Monferrato.

monferrato

Non so se avete già fatto esperienza del Piemonte, è una regione che mi ha conquistata tanti anni fa per la sua bellezza e la sua accoglienza (sì, avete sentito bene: sarà che sono di Milano e mi basta davvero poco per considerare le persone gentili) e che ho riscoperto da grande per la sua generosità eno gastronomica. Da piccola i miei avevano una cascina e io passavo tutti i weekend a scorrazzare per prati e boschi insieme al mio cane, Otto. I panorami piemontesi mi sono quindi familiari ma è solo l’anno scorso che mi sono dedicata anima e stomaco alla ricerca del meglio che il Monferrato potesse offrire.

La premessa obbligatoria è che una zona che offre una quantità esorbitante di ristoranti e trattorie e dove non mi è mai capitato di mangiare male quindi scegliere i migliori è stato più difficile del solito.

Ecco la mia lista

Il primo in assoluto è ADRIA (Corso Italia 34, 15027 Pontestura,  0142 466419). Se ci passi davanti non gli dai una lira, a partire dal nome che è Bar Ristorante Adria ma appena entri ti rendi conto che oltre l’apparenza c’è molto di più. E dopo questa perla vi giuro che la finisco con i luoghi comuni.

Dicevo, è a tutti gli effetti un ristorante e io vi consiglio spassionatamente questi piatti:

  • Antipasto “l’interpretazione”: tre modi di mangiare la carne di fassona. Tartare, filetto appena scottato e robiola avvolta nel carpaccio. Oppure i flan con crema di taleggio.
  • Io vado pazza per i primi ma se dovete scegliere due portate su tre vi consiglio antipasto e secondo: meritano comunque le tagliatelle ai funghi. Porcini, ça va sans dire.
  • LA QUAGLIA. Una roba da svenire: petti di quaglia rosolati nel fois gras con purè di patate. Anche gli altri secondi sono buoni ma questo è una spanna sopra.

 

Una avvertenza: i proprietari hanno uno splendido, enorme gatto nero molto mansueto con gli umani. Se però avete con voi un cane state attenti: il gatto non solo non gradirà la sua presenza ma lo inseguirà per aggredirlo. Proteggetelo.

agnolotti

Poi, buono e molto sofisticato, meglio per cena che per pranzo (via Roma 26 A, 15030 Treville 3453215472), il TRE VILLE: io non vado matta per i menu a prezzo fisso perchè i piatti che preferisco leggendo la lista completa ne sono enosorabilmente esclusi, in tutta la vita non ho mai trovato le mie preferenze riassunte in un menu fisso. Qui però i menu sono due e sono davvero interessanti. In particolare quello con battuta al coltello di fassone e funghi come antipasto, agnolotti al tartufo a seguire e stracotto di maiale come secondo. Sorbetto e caffè con buscottini della casa per finire. Bei leggeri, come sempre da queste parti.

tartare

Ora vi sparo un posto davvero davvero spartano, una trattoria con pochi piatti proposti al giorno, e un signore un po’ burbero che vi elenca le proposte e che appare vagamente disturbato dall’idea di dovervi dar retta.

Che vi devo dire, mi è piaciuto un sacco. Qui gusterete secondo me una tra le migliori realizzazioni di fritto piemontese della zona (se siete coraggiosi e pensate che tra filetto e polmone non ci sia poi tanta differenza…). Molto frequenti i peperoni in bagnacauda e la battuta al coltello, praticamente una crema di carne, non l’ho mai più trovata così. Caffe’ Trattoria del Centro Via del Centro 13, Camino.

Ecco, ho finito il post e mi è venuta fame.

Minorca e San Feliu: ristoranti e dintorni PARTE 2

Vi ho parlato nel precedente capitolo di un ristorante nella parte est dell’isola di Minorca, verso Mao (dove c’è l’aeroporto, per intenderci).

Adesso parliamo della parte est, e precisamente di un paio di posti che vale la pena visitare.

Siamo a Ciutadella,  seconda cittadina per grandezza. Davvero carina.

Tra i miei consigli non può mancare un posto di riguardo per uno dei piatti più famosi della Spagna, la paella: eccezionale al ristorante CAN BEP (asseig de Sant Nicolau, 4, 07760 Ciudadela de Menorca, +34 971 48 78 15).

Attenti che qui non si mangia per tapas: la prima pagina del menu propone deliziose leccornie che hanno però prezzi e porzioni da antipasto (tra l’altro con porzioni spagnole quindi piuttosto abbondanti).

Vi consiglio di iniziare con le polpette di Baccalà e le cozze a la plancha e di proseguire con una paella mista (o l’arroz, a seconda che preferiate il riso più asciutto o più brodoso).

Io ho provato la Paella mista, davvero buona. Ricca di frutti di mare e carne ma soprattutto con un riso perfetto, al dente, con un sapore un po’ tostato.

Slurp.

L’altro consiglio riguarda la carne: ci troviamo sempre a Ciutadella e il posto si chiama Ses Voltes.

Ses Voltes

Imperativo: la grigliata mista (Chateaubriand a la piedra) . Vi arriva un vassoio di carne appena appena scottata e insieme una lastra di pietra incandescente in modo che possiate cuocere la carne (tenera e saporita) a vostro piacimento e, se la preferite al sangue, mangiarla sempre calda.

(Carrer Ses Voltes 16-22 Ciutadella de Menorca  0034 971 38 14 98)

 

Per quanto riguarda Minorca mi fermo qui e apro invece il succoso capitolo San Feliu De Guixols, delizioso paesino della Costa Brava che dista circa  trenta chiolometri da Girona. Io non l’avevo mai sentito nominare prima di conoscere qualche anno fa, come collega e poi amica, una sua abitante. E in effetti in tutta la vacanza (in pieno agosto) non ho mai incontrato altri italiani. Ottima notizia! (appartengo a quella categoria di italiani che preferiscono evitare posti pieni di italiani). Mare, acqua bellissima, negozietti e localini. E poi catalano, catalano e solo catalano. Se sapete un po’ di spagnolo sarà come avere buone basi di dialetto groenlandese: non vi servirà a nulla.

 

In questo pezzo della vacanza, dicevo, sono stata ospite di un’amica che è nata e cresciuta qui, e che mi ha fatto vedere posti che non avrei mai scoperto da sola.

 

Devo aggiungere, oltre ai ristoranti,  due posti imperdibili per bersi un cocktail, davvero magici.

  • Assolutamente da provare uno mojito al Juanita Banana. Sembra di essere a Cuba. Si entra attraverso una porticina che sembra quella di una casa e subito si viene accolti da questa atmosfera anni 30 davvero emozionante. Il locale è stato aperto da una coppia, lei cubana, lui catalano. Rimarrete incantati, garantito.

Juanita Banana

  • L’altro posto incredibile è il locale che sorge all’interno della casa liberty che ospita il Museo del Giocattolo, el Bar del Museu. Una parte dell’abitazione è stata dedicata a questo bellissimo locale. Le luci soffuse delle abat jour, il soffitto altissimo e le pareti tappezzate di colori pastello vi faranno dimenticare di essere negli anni duemila.

 

Per cena invece eccovi la top 3 di San Feliu

 

  • Fois gras e tartare di carne al El DORADO RAMBLA (Rambla Vidal 19,17220 Sant Feliu de Guixols, Spagna)

El Dorado Rambla

  • Tutte le tapas del menu e paella mixta all’EXTREMENO (Calle de Granada, 18,17220 Sant Feliu de Guixols)

Tapas

  • Bello e buono: pinchos a volontà e poi tartare di tonno e avocado oppure un buon chorizo a La CAVA (Maragall 11,Sant Feliu de Guixols)

 

 

E’ tutto!

 

Minorca e San Feliu: ristoranti e dintorni PARTE 1

Sono appena rientrata da due settimane di vacanza in Spagna e quindi ho pensato di dedicare qualche post ai due luoghi che ho visitato, la Costa Brava e le Baleari.

Non essendo stata molto fortunata con il clima (incredibile ma ha anche piovuto e faceva abbastanza freddo) mi sono concentrata sul cibo. Che altro potevo fare.

 

Diciamo subito che io introdurrei il modello Tapas anche in Italia. Quando vado al ristorante mi dispiace sempre un po’ essere costretta a scegliere solo due piatti: se considero anche quelli degli altri commensali – a cui chiedo sempre di assaggiare il loro piatto (ecco, alcuni non sono felicissimi) –  il numero di cose che posso assaggiare sale un po’ ma resta comunque una piccola parte del menu. E io me ne dispiaccio.

Le tapas, invece, consentono di fare assaggini di tutto e lo spirito di questo tipo di ordinazione è solitamente quello di condividerle anche con gli amici, altro aspetto che apprezzo. Risultato: si assaggia quasi tutto il menu. Gioia.

 

L’altra cosa da segnalare è che si mangia mediamente molto bene, le pietanze sono per lo più a base di carne e pesce. Ecco la leggerezza non è tra le cose che vi dovete aspettare, le parole d’ordine sono “aglio” e “fritto”. E’ un popolo godereccio come noi italiani e condisce come se non ci fosse un domani.  C’è gente’che mangia tutto il giorno. Mitici. Birretta e tapas, all day long.

 

Iniziamo con Minorca.

Adesso vado un attimo fuori tema e vi dico che non è che mi abbia entusiasmata. Sì il mare è bello, la natura ha sempre il suo perchè però – diamine – le baie e la costa in generale sono vittime del delirium construens anni 70. Ti trovi queste baie turchesi con sabbia bianca e trac, il casermone di cemento che ti prende mezzo campo visivo. Sei lì che pensi al senso della vita, che ti metti in contatto con il tuo chakra o il tuo io o il tuo gatto o quello che ti pare ma ti giri un secondo e ti vedi l’Ata Hotel di Malpensa, e ti sembra Cinisello Balsamo marina. E cosa vi devo dire a me un po’ passa la poesia così, con la colata di cemento perenne. E il mio io interiore non mi risponde. E poi ci sono sti paesini urendi, che è davvero difficile rende un posto brutto in riva al mare. Ma loro ci sono riusciti. Andate a Cala’n Bosch e vi chiederete come diavolo abbiano fatto.

Eppure è pieno di gente, funziona.

Un altro aspetto rilevante è la viabilità: c’è una sola strada che taglia a metà l’isola- Se vuoi andare nella spiaggia dopo la tua devi tornare sulla strada principale (bei venti minuti di scooter), avanzare di 4 metri, e poi prendere l’altra stradina per la spiaggia. Si fanno i parcheggi a lisca di pesce, non le strade di un’isola.

Bon veniamo al punto: bisogna stare attenti perchè la sòla turistica è dietro l’angolo. Mi fa sempre un po’ ridere sentire da un turista che un posto è turistico (se non lo fosse tu non saresti lì), circoscriviamo quindi l’area di pertinenza di questa parola e diciamo che mi riferisco a quei ristoranti dove si mangia maluccio, si spende tantino e solitamente è pieno di inglesi. Quando ci sono gli inglesi semaforo rosso (non me ne vogliate amici anglosassoni).

El primero es:

Ristorante En Caragol: Marina de Torret – Carrer S’Oronella en Biniancolla | Entre Punta Prima, 07710 Sant Lluis es, Minorca, Spagna +34 629 16 50 89

Prima cosa da dire, siamo sul mare, ristorante isolato, panorama stupendo (consiglio di andare al tramonto, a costo di fare i polentoni della Spagna e mangiare un po’ prima). Inserisco nella lista questo posto nonostante il conto per noi sia stato piuttosto salato. Un po’ molto.

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Tra le cose più buone vi consiglio i pimientos del padron (che non è il padrone ma una zona di coltivazione) e il pulpo a la gallega. L’abbiamo assaggiato parecche volte durante la vacanza ma questo è rimasto saldo nella sua posizione, al primo posto. Vi consiglio poi le cozze cucinate con la panna, davvero buone e originali.

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Sui secondi i consigli sono abbastanza superflui: scegliete il pesce che volete, arriverà il cameriere con un enorme vassoio di pesce fresco, ma abbiate la cura di indicare quanto ne volete. Io ho preso la coda di rospo e praticamente mi hanno portato l’intero, enorme pesce. Con relativo conto. Evitate i contorni (un piatto di verdure grigliate costa 18 euro). Ecco diciamo che il motto di questo posto è “mangiate ma siate guardinghi”.

 

Bene per oggi è tutto.

 

A breve i prossimi capitoli iberici!

 

 

GUERRINI: rimani così

Forse qualcuno lo conoscerà già, è tra i primi in classifica a Milano su tripAdvisor. Meritatamente.

Ma devo dedicargli un post perchè è davvero un ristorante che consiglio spassionatamente.

Siamo in zona Amendola Fiera, via Previati.

Io vengo spesso a mangare il pesce ma lo abbino spesso con antipasti di terra (non rabbrividite, ogni tanto ci sta). Vi consiglio la pasta con i ricci, i fiori di zucca ripieni, i funghi porcini fritti e i dolci della casa.
Se volete provare più antipasti insieme prendete il carosello, di mare o di terra. Sono entrambi strepitosi.

Il personale è gentilissimo e il conto assolutamente onesto.
Ecco se proprio dovessi trovare un difetto, è un posto un po’ rumoroso. Se avete in mente di comunicare notizie intime e importanti – “mi vuoi sposare”, “aspetto un figlio” o “voglio il divorzio” – non è questo il luogo.

 

Per il resto, c’est parfait.

guerrini

Tutta sostanza: SHANNARA

Siamo in zona ovest di Milano, alla fine di Viale Corsica.

Vi propongo questo ristorante perchè la somma degli elementi dà sicuramente un buon risultato: sono molto gentili, l’atmosfera è accogliente e il rapporto qualità prezzo è – senza essere un affare –  ragionevole. Diciamo che se è il vostro primo appuntamento con qualcuno e volete fare i romantici o si tratta di una cena di lavoro lascerei perdere. I piatti sono presentati bene e si trascorre una serata molto piacevole ma l’arrendamento, ecco,  necessita sicuramente di qualche aggiustatina. Lo stile, per intenderci, è un po’ quello del trono di spade, se sognate di essere Cercei Lannister che si vuole fare due spaghi pensando a come sbarazzarsi di suo fratello nano, ecco qui potreste fare meno fatica a calarvi nei suoi panni.

Per la cronaca, io sono Daenerys.

Ma torniamo a noi. Già aprendo il menù si capisce subito il tema del posto, uno dei miei preferiti: pesce crudo.

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Tra gli antipasti, si può scegliere tra diversi tipi di tartare. Diversi sia nel pesce sia nei condimenti, di quasi tutti ci sono infatti due versioni. Per esempio quella di tonno si può avere con Finocchio Selvatico e Arancio oppure con Scaglie di Cipolla Rossa e Aceto Balsamico di Fico. Io opto per la seconda.

Oltre alla tartare si può scegliere il Plateau di Frutti di Mare o, passando al cotto, una Piovra Grigliata. Consiglio di stare sul crudo, è davvero freschissimo e originale di condimenti (un po’ audace la Tartare di Gambero Rosso Sicilia con Arancio, Mandorle, Miele e Tabasco).

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Anche i primi non scherzano, per un’amante come me della pasta c’è stato l’imbarazzo della scelta. Vincono però i tagliolini con Asparagini di Mare, Code di Gambero e Pomodoro Fresco e i paccheri con Rana, Olive e Pomodorini (no, non ne ho ordinati due da sola).

Poi ci si divide un Misto di Crostacei alla Catalana e direi che ci si può ritenere soddisfatti.

Buono buono.

 

Via De Andreis, 13 (angolo V.le Corsica)

02.70004621

 

 

Ramen come se non ci fosse un domani: OSAKA

Io adoro il giapponese e ne ho girati davvero tanti. Se ne dovessi scegliere uno però sceglierei Osaka. Dedico un post a questo ristorante perchè mi è capitato spesso di suggerirlo e di accorgermi che non è conosciuto come pensavo.

L’ambiente è caratteristico (il piano superiore più elegante),  non è il classico giapponese pettinato (che io non disdegno affatto, sia chiaro).

E’ gestito da giapponesi e ci mangiano i giapponesi. Che secondo me è un buon inizio. Non c’è molto altro da dire quindi vi sparo subito i miei suggerimenti:

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– Sushi misto MATSU (che è sushi di pesce non comune)

– Shumai (ravioli di gamberi e spezie)

– Hoyu ramen (ramen in brodo di carne con salsa di soia )

-Sakekawa (hosomaki di salmone con pelle di salmone che è buonissima)

 

Corso Garibaldi 68, 20121 Milano

02 29060678

 

E trac andiamo con il sardo: AMPERE 57

Super super buono.

Parto con i piatti:

– polpette di piovra

– crudi vari (carpaccio di tonno, gamberi rossi, ostriche, scampi)

– astice alla catalana

– fritto misto

Il locale esteticamente non è un granchè ma è molto accogliente. Gentilissimi. Ed è squisito.

Via Andrea Maria Ampère, 57

02 3652 1125

Ruspante e prelibato: TRATTORIA IL MARINAIO

Nel cuore del quartiere Isola, dove abito, ho scoperto questo posto fantastico.
Una scorpacciata di prelibatezze a prezzi davvero accessibili.
Gli antipasti sono a base di pesce e crostacei crudi. Io vi consiglio di farvi comporre un piatto che comprenda gamberi rossi, capesante gratinate, un paio di ostriche e la tartare di tonno.

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Imprerdibili le cozze alla barese (una porzione abbondande 5 euro). I primi sono buoni ma sono previsti obbligatoriamente per due persone e secondo me non sono l’eccellenza di questo posto. Suggerisco di concentrarsi sui secondi, in particolare l’astice alla catalana (12 euro) o il fritto misto, asciuttissimo e croccante. Io vado matta anche per la coda di rospo, la fanno con il pomodoro.
Il conto, compreso il vino, difficilmente supererà i 40 euro.
Loro sono efficienti e gentili. Tenete presente che bisogna prenotare almeno un giorno prima e che solitamente dopo un paio d’ore sarete invitati a lasciare il tavolo. Non prendetevela, è l’unico modo per offire questa qualità a questi prezzi.

Via Civerchio 9, Milano
02-6884985

Non solo cibo: ROVELLO 18 e i vini bianchi macerati

Questo ristorante si è guadagnato la mia considerazione, oltre che per i piatti che propone, per la carta dei vini.

Facciamo un excursus: esiste un particolare tipo di vino che trovo davvero senza paragoni. Non sono un’intenditrice ma trovo che si possa dare un parere anche senza essere sommelier, solo sulla base del proprio gusto, sai che c’è.

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Questi sono i vini bianchi macerati. Sono vini bianchi che vengono lasciati  macerare sulle proprie bucce, come si fa con i rossi. Il risultato è un vino bianco color ambra, spesso un po’ torbido, profumatissimo. Non scendo nel dettaglio del loro sapore e aroma perchè secondo me le descrizioni di ciò che si mangia e che si beve – con buona pace di Masterchef – sono sempre un po’ noiosi. Sembrano le parafrasi delle poesie: puoi anche star lì a raccontarti le figure retoriche ma c’è una parte che sfugge sempre e che è spesso l’essenza di ciò che stai raccontando. Ecco secondo me il vino va bevuto e non descritto.

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Dicevo però che questi vini sono stati una scoperta, sono spesso prodotti nell’area del Friuli attraverso agricoltura biologica, in alcuni casi biodinamica (qui una descrizione http://it.wikipedia.org/wiki/Agricoltura_biodinamica ) , cioè rispettando le fasi della vigna, della fermentazione e della natura in generale, senza l’aggiunta di solfiti. Questo rende il vino particolarmente digeribile ed esente da postumi ma incide molto sul prezzo.

Uno dei pregi del Rovello, dicevo, è proprio la carta dei vini: è tra i pochi che ha una notevole scelta di vini bianchi macerati.

Passiamo ai piatti: si tratta di un ristorante piemontese. Io consiglio spassionatamente:

– la salsiccia di Bra con i crostini (nulla, ma nulla a che fare con la salsiccia normale)

– battuta di fassona

– i ravioli del Plin

– la guancia di vitello

– i bolliti

– il coniglio disossato

 

Siamo sull’ottantina di euro a testa con vino di cui sopra (che costa solo sui sui 50 euro).

Via Tivoli, 2, 20121 Milano

02 72093709